2° Global Strike a Pordenone

2° Global Strike a Pordenone

La mattina del 24 maggio sembra una giornata come le altre nella città di Pordenone; le corriere che scaricano una dozzina di ragazzi in una fermata sovraffollata, i semafori che non fanno passare i pedoni, tutto suggerisce che sia semplicemente un’altro venerdì di maggio.

Ma qualcosa nell’aria è diverso. Una sorta di eccitazione galleggia nell’aria e molti studenti, invece di dirigersi a scuola, trasportano cartelloni colorati verso il parco cittadino. Infatti, questo giorno non è uno qualsiasi: il 24 maggio è la giornata scelta per la seconda manifestazione pacifica organizzata dal FridaysForFuture, e noi giovani siamo pronti per scendere in piazza.

Il parco San Valentino inizia a riempirsi di ragazze e ragazzi che pur non conoscendosi condividono sorrisi agitati, attendendo che i vecchi megafoni diano il via ad una marcia che costeggia le scuole dei dintorni, fortunatamente collocate l’una accanto all’altra. Cori di studenti si alzano nel tragitto, una chitarra che suona tormentoni degli anni passati e tante risate complici.

“Che cosa vogliamo?” “Giustizia climatica!” “E quando la vogliamo?” “Ora!”

Queste sono le urla ripetute sotto ogni scuola che abbiamo incontrato, gli slogan che hanno caratterizzato questo sciopero; abbiamo aspettato che qualcuno si affacciasse alle finestre, che qualche giovane sfidasse il sistema scolastico e ci raggiungesse in strada. Molte volte invano, certo, ma siamo vincitori morali davanti all’ipocrisia dei presidi che hanno vietato l’uscita degli studenti dagli edifici scolastici, minacciando ripercussioni scolastiche.

Quando siamo finalmente arrivati nel centro cittadino, passando per le piazze in cui il 15 marzo avevamo protestato, credo che abbiamo pensato tutti la stessa cosa: sicuramente quel giorno molti più manifestanti erano presenti, ma molte cose da allora sono cambiate. Noi giovani siamo sempre più attenti al nostro impatto sul clima e sull’ambiente che ci circonda, ed a piccoli passi stiamo riuscendo a migliorare noi stessi e la società in cui viviamo, nonostante gli impedimenti e gli ostacoli che gli uomini di potere senza scrupoli buttano sul nostro percorso, incuranti del nostro futuro.

Alla marcia sono seguiti interventi di esperti che ci hanno parlato dei loro studi e di come il loro lavoro è cambiato dopo l’inizio di questa emergenza climatica; Giovanni Bearzi, ad esempio, è uno zoologo e si occupa di controllare la flora e la fauna marina, con interesse particolare per i delfini. Come lui, che ci conferma ancora una volta che le condizioni dell’ambiente marino sono criticamente peggiorate a causa dell’inquinamento, ricerche portate avanti negli anni dimostrano che queste potrebbero prendere una svolta definitiva se non avverrà un cambiamento radicale nei confronti del nostro approccio a questa tematica. Dure sono anche le parole del dottor Gustavo Mazzi (medico per ISDE) che afferma “Non c’è nulla di garantito in termini di salute ambientale per la vostra generazione”. Come a dire che deve scoccare l’ora del cambiamento: è questo lo scopo di Fridays for Future.

Questi interventi sono stati inframezzati dalle esibizioni di artisti e band della città, creando una festa che ha coinvolto ed intrattenuto tutti, dimostrando che non occorre rinunciare alla propria gioventù ed a divertirsi per contribuire attivamente a questa causa.

Alle 15 solo qualche gruppetto rimane in piazza Risorgimento, ed in quel momento aleggia un’aria differente; l’eccitazione ha lasciato il posto ad una spossatezza dovuta al sole che non dà tregua alle nostre fronti sudate, ma persiste ancora il suono di una chitarra che strimpellava le stesse canzoni che ci avevano seguito durante il corteo. Una pila di cartelloni resta al centro dello spiazzo, abbandonata. Cosa ne sarà? Li rivedremo alla prossima manifestazione, ed a quella dopo ancora, fino a che non saranno consumati dal sole o dalla pioggia. E noi continueremo a reggerli fino a che non ci faranno male le braccia e le gambe non saranno stanche di marciare; fino a che le nostre voci non verranno ascoltate continueremo ad urlare, provocheremo fino a che non saranno accolte le nostre proteste, e non abbandoneremo quella che è diventata la nostra lotta.

Un commento su “2° Global Strike a Pordenone”

  1. tenete duro ragazzi, oltre ogni difficoltà, perchè state decidendo il futuro del pianeta Terra, il vostro futuro !!!

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