Fridays For Future • Italia
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🔍RIFLESSIONI DALLA RASSEGNA STAMPA DI OGGI🗞

Utile analisi tra-le-righe del "nuovo corso" appena proposto dal CEO di British Petroleum - ne emergono tre punti focali:

1. ora che Big Oil si è appropriato di "net zero", occorre chiarire che serve invece "real zero";

2. la data target di 2050 è ormai il feticcio per tutti, a conferma che l'unica che conta, in termini di cambiamenti, è il 2030;

3. come scrive Watts, è l'efficacia di FFF e della campagna di divestment ad averli costretti a questa dichiarazione di cambio di rotta: "Social pressure is forcing more investors to recognise the danger of fossil fuels. The British Petroleum chairman is acknowledging the company is being pushed into action."
"net zero" in bocca a governi e aziende significa uno zero imperniato sulla "contabilità creativa" e su soluzioni che evitano una reale riduzione adesso (quel -7,6% annuo necessario da oggi) delle emissioni di CO2, possibili solo con l'arresto dei processi fonte diretta di queste.

net = offset (quindi roba che verrà a valere fra secoli)
net = carbon credit market

reale = riduzione della fonte diretta di emissione ("reductions at source")

Ovvero, parlando di offset, pago un piccolo dazio a qualcuno che promette di piantare un albero*, e mi beo della CO2 che questo catturerà. (Sottacendo in quale lasso temporale questo avverrà.)

*albero o altro schema di futura cattura di CO2. Il dettaglio che viene sempre omesso è la tempistica di ciò (oltre ad altre variabili che di solito rendono estremamente labile il conto di efficacia di cattura che viene fatto).
Tra l'altro, in coda (verso il min 19:50), tocca un argomento che sta andando completamente sotto i radar, e che forse in nome del focus della prossima Assemblea Nazionale a Sassari sul gas fossile, è direttamente collegato: la recente "eruzione di metano" rilasciato in Alaska.

(A proposito: sapete quando si dice che il metano è X volte più climalterante del CO2? Qui viene chiarito che quella X è 86. Ottantasei volte più climalterante.) La curva in accelerazione sfrenata del metano rilasciato è... un’altra sirena che va accesa fissa.
++I PUNTI DI SVOLTA SOCIALI CHE POSSONO SALVARCI DALLA CRISI CLIMATICA++

Limitare il riscaldamento globale a 1,5° C, come stipulato nell'Accordo di Parigi, richiede un mondo decarbonizzato al più tardi entro il 2050 e una corrispondente trasformazione globale dei sistemi energetici e dell’utilizzo del suolo da parte dell'intera società.

Ma come è possibile risolvere queste IMMENSE SFIDE, che comportano grandi trasformazioni economiche e sociali?

🤓 Un team di ricercatori del Potsdam Institute guidato da Ilona Otto ha cercato di capire quali siano i #puntidisvolta che inneschino cambiamenti sociali rapidi e contagiosi per ridurre velocemente le emissioni antropiche di gas serra. ⤵️

❗️Di certo non bastano il progresso tecnologico #business_as_usual e il #prezzodelcarbonio 💰, che da soli NON possono portare a riduzioni rapide e profonde delle emissioni di gas serra.

La decarbonizzazione può invece derivare da interventi relativamente piccoli che attivano processi contagiosi.

Tra questi troviamo:
1️⃣ la rimozione dei #sussidi ai combustibili fossili, incentivando al contempo la generazione decentrata di energia;
2️⃣ la costruzione di città a emissioni zero;
3️⃣ disinvestimenti dalle attività legate ai combustibili fossili;
4️⃣ rendere pubbliche le implicazioni morali dei combustibili fossili;
5️⃣ migliorare l’educazione e l’impegno per il clima;
6️⃣ divulgare informazioni sulle emissioni di gas serra

Un autore dello studio, Wolfgang Lucht, sottolinea il ruolo dei movimenti per la giustizia climatica, come «#FridaysforFuture, che ha provocato cambiamenti nelle visioni personali del mondo e che può quindi contribuire a cambiare valori e norme, aprire percorsi politici per la decarbonizzazione mentre sviluppa il modo in cui collettivamente pensiamo e agiamo rispetto ai cambiamenti climatici».

Fonti:
http://www.greenreport.it/news/clima/i-punti-di-svolta-sociali-che-potrebbero-innescare-il-cambiamento-e-salvarci-dal-riscaldamento-globale/
https://www.pnas.org/content/117/5/2354

#socialtippinginterventions
#puntidisvolta
#decarbonizzazione
#changeiscoming
++ IN QUESTO DECENNIO I CLIMATOLOGI HANNO SMESSO DI FARE GLI EDUCATI++

🔬Fridays For Future fa appello, per affrontare finalmente l'emergenza climatica in quanto tale, ad unirsi tutti per dare voce alla #Scienza.

🗣E non a caso, anche nella comunità scientifica stessa - in primis da parte delle ricercatrici e ricercatori di #climatologia - man mano che accumulava e corroborava le #evidenze del drammatico impatto che il surriscaldamento del pianeta sta causando e causerà ancora, c'è stato un cambio di registro nel modo di comunicare la #Crisi #Climatica.

📢Gli scienziati hanno il compito di registrare e descrivere in modo imparziale i fenomeni che emergono nel mondo, così da trasmettere la conoscenza necessaria per poter prevenire eventuali danni prevedibili. Davanti all'enorme gravità dimostrata dai dati climatici di questi ultimi anni e, ben consapevoli di cosa ci attenderà, alla prospettiva di assistere all'immobilità delle istituzioni e all'inazione dei #governi, se non addirittura all'ostinazione a #negare quanto è ormai sotto gli occhi di tutti, la comunità scientifica ha vissuto una grossa presa di coscienza ed ha operato un #cambio di #lessico e di #comunicazione su questo tema così urgente. Perché non restano che 8 anni, prima che il clima sfugga definitivamente di mano.

👉🏻Leggi di più nel #reportage di Bob Berwyn nella traduzione a cura di FFF Italia, per gentile concessione dell'autore. (Foto: Alice Bell @ flickr.)

#FridaysForFuture
#UniteBehindTheScience

https://www.fridaysforfutureitalia.it/i-climatologi-hanno-smesso-di-fare-
Oggi gli attivisti di #FridaysForFutureNapoli sono stati al Liceo Umberto I di Napoli per contestare la vergognosa iniziativa di #ENI e della ANP che si è tenuta all'interno del noto liceo napoletano.

🗣 «È inimmaginabile che le ore di 'educazione ambientale' volute dall'ex ministro Fioramonti vengano condotte dagli operatori dell'ottava azienda più inquinante al mondo. #ENI è da sempre un nemico climatico ed ambientale che adesso sta provando a 'dipingersi di verde', ma noi non ci facciamo ingannare» dicono gli attivisti.

📣 Hanno partecipato al presidio anche Luca Saltalamacchia (avvocato ambientalista), Monica Capo (in rappresentanza dei Teachers For Future Campania), Ilenia Iengo (dottoranda in ecologia politica femminista presso l'università autonoma di Barcellona) e Roberto Braibanti (esperto in comunicazione).

🌍 Il #24Aprile torneremo nelle piazze di tutto il pianeta per chiedere ancora una volta giustizia climatica e ambientale, per riprenderci il futuro che decenni di politiche scellerate ci hanno rubato!
Non permetteremo né ad Eni né a nessun'altro inquinatore di entrare nei luoghi della nostra formazione!
Combatti anche tu per il tuo futuro, join us!

#fridaysforfuture
GENNAIO PIÙ CALDO DI SEMPRE, MA I GIORNALI PARLANO DI ALTRO

🌡Il 2020 si apre con un nuovo #record mondiale: secondo il Copernicus Climate Change Service (C3) gennaio 2020 è stato il più #caldo di sempre, in #Europa il #termometro ha toccato +3.1°C rispetto alle medie mensili del periodo 1981-2010, fino a raggiungere +6°C in molte regioni del #NordEuropa.

📈 #Temperature più alte della media si sono registrate anche fuori dai confini europei, come in Russia, Canada e Stati Uniti, passando per la Cina e il sud-est asiatico fino a raggiungere l'#Antartide, dove sono stati superati i 20°C per la prima volta il 13 febbraio 2020.

😱 Notizie del genere dovrebbero allarmare tutti e dovrebbero essere sulle prime pagine di ogni giornale, invece sfogliando quotidiani e riviste si trovano principalmente titoli a caratteri cubitali sulle beghe tra i principali politici e sul #coronavirus. Continuiamo a battere record su record, a Torino le temperature hanno raggiunto i 27 gradi in pieno inverno, in Finlandia si sono registrati 19 gradi, eppure questo non sembra un argomento da "prima pagina".

📰 I mezzi di informazione hanno un ruolo straordinario e se, come scrive Elisabetta Ambrosi su "Il Fatto Quotidiano": "I giornali, sempre di più, fanno l’agenda della politica", quando si decideranno ad affrontare il tema della #CrisiClimatica con urgenza e perseveranza? Quando imporranno l'#EmergenzaClimatica al centro del dibattito pubblico e politico?

🏃‍♀️ Il cambiamento climatico sta accelerando, perché noi no? Vi aspettiamo in piazza il 24 aprile per il 5° Sciopero Globale per il Clima per chiedere che venga fatto tutto ciò che è possibile per tagliare le #emissioni e garantire un futuro a noi e alle future generazioni.

📸 Foto e dati da Copernicus Climate Change Service (C3) 👉 https://bit.ly/2SOqJB4

📚 Per approfondire:
La Repubblica 👉 https://bit.ly/3bHf1kx
Il Fatto Quotidiano 👉 https://bit.ly/3bKowiP
🔍RIFLESSIONI DALLA RASSEGNA STAMPA DI OGGI🗞

Interessantissma riflessione dalla Germania (qui GoogleTrans; il titolo corretto è "Perché il cambiamento climatico è una crisi razzista - e FFF è così bianca") su quanto il colonialismo sia radice della crisi climatica, e quanto sia insito in FFF stessa.

Un must-read per tutti in FFF, troviamo...
🔍RIFLESSIONI DALLA RASSEGNA STAMPA DI OGGI🗞

Altra acuta/puntuale critica al Green Deal UE: The European Green Deal will bypass the poor and go straight to the rich

"The real political battle is to ensure that the European Green Deal does not morph into the first greenwashed social pact between regulators and carbon financiers, between Brussels and local elites, exporting greenwashed finance standards to the rest of the world. Climate activists should be pushing for a complete green economic agenda that recognises the critical role of green fiscal activism in organising the transition to low-carbon. It also means protecting public finances from carbon financiers, ensuring instead that private finance becomes the first lever in the climate fight."

[TRADUZIONE]
“La vera battaglia politica è garantire che il Green Deal europeo non si trasformi nel primo patto sociale greenwashed tra regolatori e finanziatori del carbonio, tra Bruxelles e le élite locali, esportando gli standard finanziari greenwashed nel resto del mondo. Gli attivisti per il clima dovrebbero spingere per un'agenda economica "verde" completa, che riconosca il ruolo fondamentale dell'attivismo che lotta per la sostenibilità fiscale nel guidare la transizione verso un'economia a bassa emissione. Significa anche proteggere le finanze pubbliche dai magnati del carbonio, assicurando invece che la finanza privata (multinazionali) diventi la prima leva nella lotta per il clima.”

Come sempre: follow the money... (interessante il termine coniato "brown finance", cioè di connotare ab origem l'olezzo specifico dei denari circolanti - checché ne dicevano i romani, la pecunia puzza eccome!)
++IL CONSIGLIO DI STATO HA BLOCCATO L'AMPLIAMENTO DELL'AEROPORTO DI FIRENZE++

⛔️ Il Consiglio di Stato ha bocciato i ricorsi di Toscana Aeroporti per l'ampliamento dell'#aeroporto di Peretola: una vittoria per il territorio e per il nostro Pianeta.

🛫 La nuova pista avrebbe aumentato le #emissioni inquinanti e climalterati a causa dell'aumento del numero dei voli, avrebbe aumentato il rischio idrogeologico e, inoltre, avrebbe comportato la distruzione del Parco della Piana.

🤷‍♀️ Nonostante questa sentenza, il Sindaco di Firenze, il Presidente della Regione Toscana e Toscana Aeroporti vogliono ancora proseguire nella realizzazione di questo progetto e il Sindaco Nardella ha dichiarato che studierà con grande attenzione le motivazioni della sentenza per difendere la nuova pista.

‼️ Presidente Enrico Rossi, la Regione Toscana è stata la prima regione italiana a dichiarare lo stato di #EmergenzaClimatica, non sarebbe il caso di passare dalle parole ai fatti? La sezione trasporti del report #IPCC riporta che per ridurre le emissioni di gas serra il trasporto aereo deve calare drasticamente.
Perché dunque continuare a insistere per andare nella direzione opposta, aumentando il traffico aereo invece di disincentivarlo?